La Manovra è salva, approvata in un lampo dal Parlamento. Napolitano è soddisfatto, Tremonti è contento e noi.. siamo fottuti per benino. La finanziaria lacrime e sangue prevede sacrifici enormi per i redditi medio bassi senza pesare troppo sui redditi medio alti.

Dal sito briciolecaotiche l’elenco delle principali novità:

  1. i figli e i coniugi a carico
  2. gli asili nido,
  3. le spese mediche,
  4. gli studi universitari,
  5. i mutui,
  6. la prima casa,
  7. i contributi previdenziali e assistenziali,
  8. l’assicurazione sulla vita,
  9. le ristrutturazione delle case,
  10. le donazioni alle associazioni di volontariato….

E poi ancora:

Tutto questo, grazie ai tagli lineari previsti nella manovra, si traduce in aumenti indiscriminati per i redditi medio-bassi. Repubblica pubblica oggi un articolo in cui spiega dettagliatamente chi pagherà davvero:

Alla fine, chi li pagherà quei tagli alle agevolazioni fiscali? Soprattutto le famiglie italiane con redditi medio-bassi. E quanto? Quasi il doppio di quelle abbienti. Fare i conti il giorno dopo l’approvazione d’emergenza della manovra da 48 miliardi non porta buone notizie ai contribuenti. Le famiglie con redditi modesti, e che versano le tasse, nei prossimi anni subiranno la stangata più odiosa.

Come e perche:

E dunque, proprio chi fino ad ora contava su detrazioni, deduzioni e bonus fiscali per alleggerire l’Irpef, nel 2013 e nel 2014 vedrà ridotti sensibilmente gli sconti. L’effetto regressivo, calcolato per il sito lavoce. info da Massimo Baldini, economista e docente, si abbatte con particolare iniquità sui nuclei familiari con un reddito medio tra i 16 e i 27 mila euro che a regime, nel 2014, perderanno 620 euro di agevolazioni, su un totale medio di 3 mila euro, quasi il 21%. Un quinto in meno. Al contrario, il 10% più ricco delle famiglie, quelle con un reddito superiore ai 54 mila euro, lasceranno allo Stato solo 364 euro. Perché?

Perché all’aumentare del reddito, le detrazioni Irpef a cui si ha diritto diminuiscono. E dunque i tagli lineari, così come previsti in manovra, per ora indistinti – del 5% nel 2013 e del 20% nel 2014 sulle 483 agevolazioni oggi esistenti che valgono 161 miliardi l’anno e che dovranno assicurare 4 miliardi il primo anno e 20 il secondo – pesano molto di più su chi ha più sconti. Ovvero le classi intermedie

E nei prossimi anni, probabilmente, aumenterà anche l’Iva agevolata, quella al 4% ed al 10%, che peserà soprattutto sui consumatori meno abbienti:

dall’Iva agevolata del 4 e del 10% che oggi gli italiani pagano quando fanno la spesa, quando comprano medicine, libri, giornali, cellulari, fanno benzina, viaggiano, ristrutturano casa, pagano le bollette o la badante per un genitore malato. Di fatto anche queste aliquote, inferiori a quella più diffusa del 20%, rappresentano agevolazioni fiscali. E dunque soggette alla futura scure dei “tagli lineari”. Lo studio di Baldini calcola che le sforbiciate del 5 e poi del 20% fissate in manovra equivalgono, nei fatti, ad un aumento delle due aliquote agevolate rispettivamente al 4,7% e al 10,5% nel 2013 e al 6,8% e al 12,1% nel 2014.

In totale i rincari peseranno di piu sui redditi mediobassi, come detto piu volte:

saldando i due effetti, Irpef e Iva, questa manovra pesa il 7% su chi guadagna al di sotto dei 12 mila euro, il 10% su chi denuncia tra i 12 e i 54 mila euro e il 9% sui benestanti. Alla fine, pagano tutti.

E sembra anche che la finanziaria appena approvata non sarà sufficiente a calmierare i mercati. Si prevedono futuri provvedimenti. Naturalmente i governanti si sono ben guardati dal fare dei tagli al costo della politica. Si prevedono tempi durissimi, sperando solo che la popolazione si accorga di ciò che il governo sta combinando e cominci a protestare pesantemente.


Filed under: economia, Politica Tagged: accise benzina, aumento irpef, aumento iva, manovra, tagli lineari

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