Secondo quanto stabilito dall’articolo 3 del Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra la Repubblica italiana e la Grande Giamahiria araba libica popolare socialista entrato in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del 18 febbraio 2009 si legge che : Le Parti si impegnano a non ricorrere alla minaccia o all’impiego della forza contro l’integrita’ territoriale o l’indipendenza politica dell’altra Parte o a qualunque altra forma incompatibile con la Carta delle Nazioni Unite..
Certo l’incidente può capitare e il grilletto di una mitragliera è molto sensibile, resta il fatto che è comunque necessaria una non accidentale pressione perchè escano dalla sua canna un centinaio di colpi , come indicherebbero alcune righe del rapporto dei RIS chiamati a indagare sull’episodio che ha coinvolto un peschereccio di Mazara del Vallo.
Che per quanti stanno già dimenticando l’accaduto, è stato oggetto di colpi di arma da fuoco da marinai militari della Libia domenica scorsa.

n.d.r.
Il dottor Maroni e il dottor Frattini l’avranno letto questo articolo 3, come è giusto aspettarsi da un ministro dell’Interno e da un ministro degli Esteri, prima di fare le dichiarazioni fatte in questi giorni?
Se la lingua italiana non inganna secondo tale articolo non solo non si deve sparare ma nemmeno minacciare.
A meno che, la nostra ministra dell’Istruzione non ci spieghi che ci sono “scolari” che seppur intelligenti, non s’impegnano abbastanza e finiscono solo col rimanere dei furbi.

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